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Un pizzaiolo in viaggio a Valencia

Un pizzaiolo in viaggio a Valencia

Un pizzaiolo in viaggio a Valencia, terza tappa in tre mesi, si parte..

13 novembre 2017, pronto per scoprire anche questa città.

1° giorno

Lunedì mattina, patenza per Bergamo, Orio al Serio, ormai conosco la strada a memoria.

Purtroppo l’umore non era dei migliori, non avevo molta voglia di partire, non so le motivazioni, ma sentivo che forse non sarebbe stato come le altre due vacanze e purtroppo la mia sensazione si è rivelata in parte giusta.

Partenza in orario, sempre con Ryanair, 32 euro a/r, cifra incredibile.

Arrivo a Valencia, tempo stupendo con un bellissimo sole ed un leggero vento.

Avendo già fatto il biglietto per tutti i mezzi su internet, sono andato subito verso la metropolitana, 40 minuti ed eccomi arrivato alla fermata più vicina al mio ostello, lo vedo ma decido di andare più avanti perchè all’orizzonte vedo qualcosa di più interessante, il mare.

Spiaggia semi deserta ma dai, a novembre credo sia normale e credo pure che in piena stagione questa spiaggia dovrebbe regalare emozioni.

Torniamo a noi, dopo aver visto il mare sono tornato verso l’ostello. Da fuori molto carino e come al solito mi sono fermato un paio di minuti prima di entrare..

Vi lascio il link del sito dell’ostello:

http://www.urbanyouthhostel.com/it/

Sono entrato, alla reception una ragazza italiana, quindi ho pensato niente inglese per ora”, mano male :))

Purtroppo qui mi hanno detto che dovevo attendere le 15 per il check-in, ed erano solo le 11 del mattino, quindi accaldato e molto stanco ho deciso di dirigermi verso il centro della città, ma con vestiti pesanti e bagaglio è stata più una tortura che una visita di piacere.

Dall’ostello per il centro bisogna prendere la linea autubus n° 2, arrivato in Plaza de Toros sono sceso per dare un’occhiata e far passare quelle 4 lunghe ore che mi separavano dal mio check-in.

Scatto una foto ma ero troppo nervoso per potermi godere a pieno di tanta bellezza, quindi decido di tornare verso l’ostello, a piedi, anche se diastava 4 km, tanto dovevo far passare il tempo.

Arrivato mi hanno dato la camera e sorpresa, la camera era vuota, anzi, l’ostello era vuoto, quindi per che cavolo non mi hanno fatto fare il check-in al mio arrivo?? Non so darmi una risposta ma questa cosa mi ha dato molto fastidio.

Comunque camera pulita, bagno in camera molto spazioso e una mega doccia. Ho sistemato le mie cose, mi sono rinfrescato e sono tornato fuori per andare verso la città dell’arte e della scienza.

Non ho fatto molto nel pomeriggio, ho solamente scattato un po di foto e girato per godermi tutta quella meraviglia.

Arrivata sera, sono tornato in ostello per cambiarmi e per capire se era arrivato qualcuno, invece niente, ostello ancora vuoto. Ho deciso di andare subito verso la pizzeria che avevo deciso di provare, Viva Napoli.

Arrivato ho notato che apriva alle 20, e li ho scoperto che a Valencia è tutto in ritardo di almeno un ora rispetto all’Italia, tutto apre o/e chiude più tardi. Ho guardato il mio orologio ed erano le 19, quindi ho atteso su una panchina l’apertura, faceva pure freddo e sinceramente se avessi avuto il teletrasporto mi sarei teletrasportato a casa, ero nervoso e deluso dall’inizio di quell’ avventura, ma ormai ero li e non ho ceduto. Ho atteso le 20 per gustarmi la pizza ed ho fatto bene..

Mi sono mangiato una 4 formaggi, incredibilmente buona, cotta alla perfezione, con un bel cornicione morbido e qualità negli ingredienti.

Finita la pizza sono scappato in ostello, camera ancora vuota, mi sono messo a letto con Sky Go a tutto volume per seguire l’Italia, impegnata nel ritorno per la qualificazione ai mondiali di Russia del 2018 contro la Svezia.

Sappiamo tutti ormai com’è finita, Italia fuori. Mi sono messo a dormire in attesa del secondo giorno sperando in qualcosa di meglio.

2° giorno

Sveglia presto per godermi tutta la giornata.

Ho deciso di fare dividere la giornata in due, al mattino all’Oceanografic e nel pomeriggio il centro città.

Apertura Oceanografic ore 10 ed un costo di 28 euro, una bella cifretta direi ma ne vale la pena.

Incredibile la passeggiata nel tunnel, circondato dagli squali, fantastiche le tartarughe e i pinguiniiiiii, ne volevo portare a casa uno :)) e poi molto emozionante anche lo spettacolo con i delfini.

Finito il tour all’Oceanografic mi sono diretto per il pranzo verso la zona del porto, stavolta niente pizza ma ho voluto gustarmi la vera paella valenciana. Il ristorante dal nome Flor de Valencia mi ha servito la miglior paella della mia vita.

Paella per due persone perchè non la fanno solo per uno ed attesa di 50 minuti, ma per le cose fatte bene è giusto aspettare perchè la qualità merita pazienza e sono stato ampiamente ripagato, buona, saporita, gustosa, una cosa incredibile.

Sono uscito dal ristorante decisamente soddisfatto ma anche un pò appesantito dalla quantità di riso ingerita, ma non potevo lasciarla li, anche perchè 34 euro, col cavolo che la buttavo.

Ho deciso quindi di andare subito verso il centro, una bella camminata era quello che serviva.

Città davvero molto piccola, la si gira tranquillamente in una giornata, niente di incredibile secondo il mio modesto punto di vista.

Mi sono goduto per 4/5 ore il centro città prima di andare in spiaggia a vedere il tramonto per poi scappare in ostello a riposare, perchè il mio Garmin VivoSport segnava 29,7 chilometri percorsi in quella giornata, ero distrutto.

Ho provato ad uscire la sera ma i miei piedi urlavano pietà quindi, idea geniale, mi faccio portare la pizza in ostello, ma purtroppo la pizza che volevo assaggiare, IDon, non portava pizze fino al mio ostello che distava 4km, quindi niente, ho rimandato l’assaggio al giorno successivo.

 3° giorno

Sveglia non prestissimo, ho preparato la valigia e sono sceso per il check-out. Questo ostello non mi ha lasciato veramente nulla di positivo, ma ribadisco, forse è stato il periodo di bassa stagione.

Saluto e mi incammino verso il centro per passare le ultime ore Valenciane, sinceramente…non vedevo l’ora di tornare a casa.

Mi sono perso nelle vie meno turistiche della città, poi ho trovato il Mercat Central, uno spettacolo incredibile, molto simile al mercato di Barcellona che avevo visto sulla Rambla.

In questo mercato ho conosciuto un ragazzo italiano che fa pizze in teglia, lasagne, cannelloni e naturalmente non potevo non assaggiare la sua pizza.

Poi sono uscito dal Mercat Central e mi sono diretto verso lo Starbucks, adoro l’admosfera di quel posto, non so perchè. Comunque tutto questo attendendo le 13.30 per l’apertura dela pizzeria IDon. Arrivo un pò in anticipo ma mi fanno accomodare e in brevissimo tempo mi servono una classica bufala, pomodorini e basilico..

Molto molto buona, impasto ben lievitato e ingredienti freschi, unica pecca la bufala molto liquida che ha bagnato molto il centro della pizza ma poi io ho fatto la scarpetta con il cornicione :))

Finita la pizza sono tornato nello Starbucks di prima per un caffè ed un pezzo di cheesecake attendendo di prendere le metro per l’aeroporto.
Ryanair in super orario questa volta e all’imbarco Valencia ha voluto salutarmi con questo panorama..

In conclusione devo dire che il terzo viaggio è stato purtroppo il peggiore, ma credo sia stato più per il fatto di non aver fatto nuove amicizie e di non essermi goduto a pieno l’ostello dato che era vuoto, ma qui è stato un errore mio forse per la scelta del periodo. Credo che Valencia in alta stagione possa offrire grandi cose.

La spesa totale per questo viaggetto è stata di 172 euro, volo, ostello, mezzi di trasporto e tutto il resto, calcolando che pizze e paella alla fine portano su il conto, ma è sempre una cifra molto bassa per 3 giorni a Valencia.

Qui trovate il link delle pizzerie che ho visitato:

 http://unpizzaioloinviaggio.it/pizzerie-valencia/

Un pizzaiolo in viaggio, prossima tappa, Dublino.

A presto.

Un pizzaiolo in viaggio a Lisbona

Un pizzaiolo in viaggio a Lisbona

 Un pizzaiolo in viaggio a Lisbona, si parte..

Secondo viaggio in solitaria, 23 ottobre 2017, prontissimo per una nuova avventura.

1° giorno

Partenza con il mio solito bagaglio a mano, al cui interno metto sempre, oltre a qualche vestito, un po’ di ansia e di paura.

Ryanair stranamente in super orario ed arrivo a Lisbona per le 15.30. Al mio arrivo ad attendermi un sole fantastico e ben 30 gradi, non poteva andar meglio.

All’uscita dall’aeroporto ho trovato facilmente la metropolitana che mi ha portato direttamente in centro, costo del biglietto per 3 giorni, 18 euro, il quale comprende quasi tutti i mezzi pubblici.

Ed eccomi sbucare nella bellissima Piazza del Commercio, mi sono fatto subito un giro prima di iniziare la ricerca dell’ostello.

Il mio cuore era già pieno di gioia nel vedere cosi tanta gente sorridente, che si divertiva di fronte ad un panorama simile.

Non avrei più voluto venir via da uno spettacolo cosi ma l’ostello mi aspettava ed ero sinceramente molto stanco e soprattutto curioso di vedere con chi avrei dormito in quelle notti.

Ostello fortunatamente a due passi da Piazza del Commercio, ma ho fatto un pò fatica per trovarlo, colpa di un’insegna poco visibile.

Ma eccomi, prima di entrare mi sono fermato fuori, non so perchè ma mi serve riflettere ed immaginare come sarà, perchè una volta che entri in un ostello la tua vita cambia, non è uno scherzo, da li inizia un viaggio di nuove amicizie che non si riuscirebbero mai fare in altri luoghi.

Ah dimenticavo, il nome dell’ostello, YES HOSTEL. Vi lascio il link del sito:

http://www.yeshostels.com

Ero pronto per entrare..

Appena dentro ho sentito subito aria di festa, ostello incredibile, personale sorridente e gente da ogni parte del mondo, fan-tas-ti-co.

Ho iniziato a sfoggiare il mio “fantastico” inglese e via, camera numero 35 al 3° piano, letto a castello in alto.

Sono entarto, aprendo con calma la porta per non svegliare nessuno, agitazione a mille, ma alla vista di una bellissima ragazza australiana mi sono lasciato andare e mi sono presentato.

Camera da 6 persone, tra cui un’altra ragazza australiana, un ragazzo americano, una ragazza giapponese ed un’ultima ragazza che dormiva e non ho mai avuto l’occasione di conoscerla.

Ho messo in ordine le mie cose ed ho chiesto ai ragazzi se avessi potuto farmi una doccia e mi sono preparato per la serata.

(Guardate quant’è bella la camera, super pulita e con bagno privato)

Il modo migliore per conoscere le persone in ostello è durante la cena ma io volevo mangiar Pizza, quindi sono uscito alla ricerca di una buona pizzeria, altrimenti non sarei un pizzaiolo in viaggio a Lisbona :))

Dopo svariati chilometri ho trovato una pizzeria al cui esterno c’era scritto, vera Pizza verace Napoletana, quindi mi sono fiondato dentro ed ho ordinato una classica margherita con bufala e basilico, davvero eccezionale.

Pienamente soddisfatto della mia scelta, sono uscito e con le poche forze rimaste sono andato a scroprire un po’ la Lisbona di notte.

Luci e colori stupendi, molto emozionanti i vecchi tram in giro per la città. Ho iniziato quindi a scattare qualche foto..

Ma ormai era tardi ed il secondo giorno sarebbe stato ancora più impegantivo, quindi via di corsa a letto.

2° giorno

Sveglia molto presto, in previsione per il secondo giorno avevamo una visita turistica della città organizzata gratuitamente dall’ostello, ma prima colazione.

Bello carico, sono tornato in ostello per la partenza del free walking tour, rigorosamente in inglese, quindi potete immaginare quanto io possa aver capito…

Ci mostrò la parte vecchia della città, davvero affascinante e ci portò in un punto di osservazione davvero incredibile, con una vista mozzafiato.

Cosa volete dire davanti a tanta bellezza??

Bene, giro turistico finito, era arrivata l’ora di pranzo e quindi?..Pizza!!!

Sono tornato verso il centro di Lisbona per cercare la Pizzeria Romana al Taglio, ed eccola, trovata!! Ho parlato un po’ con i proprietari e dopo aver acquistato 2 tranci da asporto, sono andato a gustarmeli davanti ad un bel panorama.

Il miglior pranzo del mondo, non trovate?? Pizza davvero buona, croccante e con un’ottima farcitura.

Finito il pranzo sono andato verso verso l’ostello per ricaricare cellulare, GoPro e la fotocamera e dato che questo non è un blog di viaggi ma è più un racconto dei cavoli miei, vi devo raccontare questa cosa per chi crede o non crede nel destino.

E tu credi nel destino?

Sono rimasto a caricare i dispositivi per boh, un’ora e mezza più o meno, ho preso su tutto e sono andato da solo verso la fermata dei pullman in Piazza del Commercio, in cerca della linea 15 per Belém, stavo per salire quando ho sentito una ragazza chiamarmi e dirmi, where are you going? Mi sono girato per dirle, a Belém; era una delle ragazze del gruppo del walking tour del mattino, mi disse che la 15 non era la linea giusta, ma avrei dovuto attendere la linea 24, lo sapeva bene perchè anche lei stava andando proprio li.

Da quel momento abbiamo passato tutto il pomeriggio assieme, si chiamava Shannon, una bellissima ragazza di Los Angeles, che stava girando tutta l’europa.

Mentre parlavamo dei suoi viaggi mi ha detto che a novembre sarebbe venuta in Italia, e non ricordava bene cosa avrebbe dovuto visitare, guardò un attimo il cellulare e mi disse, Palazzo Tè a Mantova, ed io incredulo le dissi, ma io sono di Mantova, non ci potevo credere…

Avete capito il destino, bastavano 5 min in più o in meno alla fermata del pullman e non ci saremmo mai incrociati, invece no, ci siamo conosciuti e lei casualmente sarà nella mia città a novembre, boh sembra incredibilmente assurdo.

Fatto stà che ci vedremo ancora :))

Tornando a noi, Belém era fantastica, ma per avere info a riguardo guarderei su qualche sito di travel blogger, ormai nascono come i funghi, io vi lascio una foto che ho scattato.

Verso sera io e Shannon ci siamo fermati a mangiare i deliziosi Pastiés de Belém, io non so di cosa siano fatti ma so che ne avrei mangiati 50, davvero troppo buoni, dicono sia una ricetta segreta dal 1837.

Al ritorno non potete capire quanta gente aspettava il pullman per il centro di Lisbona, quindi noi abbiamo deciso di chiamare Uber, prima volta per me, comodità assurda e costo davvero basso.

All’arrivo in ostello, ho salutato Shannon con la promessa di rivederci in Italia e sono andato in camera a rilassarmi e prepararmi alla serata.

Serata un po complicata, ero alla ricerca di una pizzeria la quale si rivelò fallita, quindi ho chiamato di nuovo Uber e mi sono fatto portare al Forno d’Oro, dalle foto prometteva bene, ed in effetti la Pizza era grandiosa.

Finita la Pizza era davvero tardi ed ero solo, non avendo fatto grandi conoscenze, quindi sono tornato direttamente in ostello e mi sono messo nella saletta dove c’erano una trentina di ragazzi indaffarati con giochi di società e racconti di vario genere, tutto rigorosamente in inglese. Mi sono chiesto come mai non c’erano italiani, ma non sono riuscito a darmi una risposta, forse era una pura casualità. 

Ho fatto passare qualche ora per poi andare a letto in attesa dell’ultimo giorno a Lisbona.

3° giorno

Come sempre, sveglia presto per godermi a pieno tutta la giornata.

In  previsione nel pomeriggio c’era la visita a Sintra, organizzata dall’ostello, dal costo di 20 euro. 

Quindi avevo tutta la mattina libera ed sono andato verso il vecchio quartiere a luci rosse ed una pizzeria è balzata subito ai miei occhi e mi ha ricordato una persona..

*ogni riferimanto a cose o persone è puramente casuale

Purtroppo era chiusa in quel momento e non ho avuto la possibilità di assaggiare la Pizza, mi è dispiaciuto un sacco.

Quella mattina ho girato per molti chilometri, poi sono tornato verso il centro per assaggiare il Pastel de Bachalhau.

Prima di partire per Sintra sono andato a vedere l’Elevador de Santa Justa per scattare una foto.

Ma si era fatto tardi ed era ora di partire per Sintra.

Nell’attesa del pulmino che ci avrebbe portato a Sintra, si avvicinò a me una bellissima ragazza, abbiamo iniziato a parlare e non abbiamo più smesso, per tutto il tempo della visita. Si presentò come Jackie, era di San Paolo (Brasile) ed era in vacanza da sola, stava girando tutto il portogallo ed era appena arrivata a Lisbona, giusto giusto per conoscermi :))

Sintra

Arrivati a Sintra, abbiamo iniziato a girare e a goderci il pomeriggio. Io sono rimasto con Jacqueline ( il suo vero name), mentre il resto del gruppo andò in un’altra direzione.

Arrivati nel punto della foto qui sotto mi convinse a fare sta foto ma io non ne ero molto felice, anzi, per niente, ero proprio terrorizzato, ma che figura avrei fatto a dire di no? Ho abbracciato quel palo con tutta la forza che avevo e via…

Un pizzaiolo in viaggio a Lisbona, che rischia la vita 😀

Fatta anche questa ci portarono lungo la costa e li fu un vero spettacolo, una cosa da rimanere a bocca aperta.

Non ho molte parole per descrivire tanta bellezza, vi mostro qualche foto per farvi capire.

Sono rimasto molto tempo a godermi questo spettacolo, ho iniziato a pensare alle scelte che ho fatto o sto per fare ed ho iniziato a chiedermi perchè avrei dovuto perdermi tanta bellezza. Inizio proprio ora a scoprire un mondo tutto nuovo, un mondo bellissimo e ricco di emozioni alle quali non voglio più rinunciare.

Quello è stato uno dei momenti più emozionanti della vacanza, ma era giunto il momento di tornare in ostello, la giornata a Sintra si era conclusa con la vista del sole che tramontava sull’oceano. 

Si era fatto molto tardi quindi doccia veloce e via pronti per la serata, la mia nuova amica brasiliana mi aveva invitato ad uscire con lei ed altri amici, direzione Time Out Market.

Dopo la cena, siamo andati in un bar all’ultimo piano di un parcheggio auto, dove la vista era incredibile..

Dopo aver bevuto un cocktail, tutti andarono verso una vicina discoteca mentre io e Jackie abbiamo deciso di tornare verso l’ostello dato che al mattino avevamo l’aereo di ritorno.

Ci siamo saluitati con la consapevolezza che molto probabilmente non ci saremmo mai più rivisti.

Il mattino seguente ho messo la sveglia molto presto dato che la partenza era prevista per le 10, vi ho detto era perchè Ryanair questa volta si è superata con bel 4 ore e 30 di ritardo. Alle 14.30 ci siamo imbarcati direzione Bergamo. Meglio tardi che mai dicono.   

Conclusione

In conclusione vi posso dire che la spesa totale per questi 3 giorni è stata di 189 euro, volo, pernottamento in ostello, servizi e pasti, non male direi. Si possono visitare molti posti bellissimi spendendo meno di quanto si possa pensare.

Ricordo a tutti che non sono un travel blogger, sono solo un ragazzo che ha voglia di viaggiare e di mangiare un pò di Pizze in giro per il mondo.

A proposito di voglia di viaggiare, vi dico che il 13 Novembre sarò a Valencia per altri 3 (speriamo) fantastici giorni in solitaria.

E a dicembre??….Dublino?? Chissà.

Un pizzaiolo in viaggio a Lisbona vi saluta e vi ringrazia per aver “perso” 10 minuti del vostro tempo per leggere la mia piccola storia.

Ps.: Ho fatto 3 giorni di video ma appena a casa sono riuscito a cancellarli tutti in un solo colpo, una mossa geniale :(( mi rifarò a Valencia, starò molto più attento e metterò tutto sulla nuvoletta prima di fare altre cazzate.

Qui vi lascio il link della pagina delle pizzerie che ho provato.

http://unpizzaioloinviaggio.it/pizzerie-lisbona/

A presto ragazzi.

Un pizzaiolo in viaggio a Barcellona

Un pizzaiolo in viaggio a Barcellona

Un pizzaiolo in viaggio a Barcellona, 04 settembre 2017, si parte..

Eccomi qui, primo viaggio in solitaria e tanta paura, si perché non mi sono mai spostato più lontano di 50 km da casa, figuriamoci da solo a Barcellona, per la prima volta, in ostello…ero tremendamente impaurito, invece si è rivelato il viaggio più incredibile della mia vita.

1° giorno

Partenza lunedì 4 settembre, in ritardo di 40 min (ma con Ryanair non c’è da stupirsi) e vi posso dire che in quei 40 min ho pensato più volte di riprendere la macchina e tornarmene a casa..ma no, sono rimasto con i miei pensieri e le mie paure.

Atterrato a Barcellona dopo poco più di un’ora di viaggio, panico, ed ora che faccio? Ok, cerchiamo sta metro per il centro…posso dirvi che non l’ho trovata, quindi esco e vedo AeroBus, mi avvicino e vedo 5,99 per il centro, perfetto ho pensato, si va..

Il bus effettua l’ultima fermata nella bellissima Plaza Catalunya, scendo, guardo sul mio telefono e l’ostello distava 4 km, ma prima di procedere verso di esso ho voluto fare un giretto nella piazza e farmi un selfie sulla Rambla..

Ormai erano le 18.30 quindi via, verso lo Yeah Hostel, arrivato mi chiedono, Spanish or English? Azz, dai proviamo con l’inglese, be ha parlato talmente veloce che avrò capito tipo 5 parole in tutta la frase…ho dimenticato di dirvi che ho iniziato a studiare inglese nel giugno 2017. Va bè, braccialetto al polso mi avvio verso il mio dormitorio con 4 posti letto, ed ora chi troverò? Come farò a spiegarmi? Cosa succederà? 4° piano, entro…

HI, How are you? Nice to meet you. Be, sono stato fornutato direi, in camera con 3 donne :)) francesi, che non parlavano molto bene l’inglese, direi perfetto, a parte il fatto che per 3 giorni il bagno non era mai libero. Mi sono calmato un pochino, ho sistemato le mie cose e sono sceso per scoprire l’ostello..

Ostello davvero spettacolare, curato, pulito e con un sacco di giovani con una voglia matta di vivere. Al primo piano c’era una sala comune con TV, letto matrominiale, divani, libreria e una lavanderia. Al piano terra oltre alla reception, aperta 24/24, pc Apple a disposizione di tutti, c’era la cucina e la sala comune dove ci si trovava per la colazione, la cena e chi voleva il post cena a bere birre e fare giochi con tutti i ragazzi presenti nell’ostello, una figata pazzesca, conoscere gente in quel modo.

Vi lascio il link dell’ostello:

http://www.yeahhostels.com

2° giorno

Suona la sveglia, e via che si va a visitare la città, non sto ad elencarvi tutto ciò che ho visto anche perchè ho fatto 20km a piedi (in infradito porca putt…), e ho visto davvero un sacco di cose, metterò qualche foto. A mezzogiorno però mi sono fermato vicino a Barceloneta, a mangiare una Pizza, da Reina Margherita, vi lascio il link Tripadvisor e vi consiglio di farci un salto se passate da quelle parti:

https://www.tripadvisor.it/Restaurant_Review-g187497-d8443930-Reviews-Reina_Margherita-Barcelona_Catalonia.html

Finito il pranzo ho continuato a visitare la città, e per la prima volta nella mia vita sono entrato da Starbucks, cavolo ho bevuto un coso al caramello popcorn che era una bomba, be in due giorni poi ne ho bevuti 5.

Alla sera, riengtrato in ostello, mi fermarono gli amici conosciuti la sera prima e mi chiesero cosa avrei fatto in serata e gli ho detto che sarei andato a mangiare la Pizza, di nuovo si. Sono venuti a farmi compagnia, siamo finiti da Luigi e via un’altra Pizza.

https://www.luigiristorante.es

3° giorno

Sveglia un po’ più  tardi, cielo carico di pioggia, decisi di andara a visitare il Camp Nou e a pranzo?..Pizza!!! Mi sono fermato dai Fratelli la Bufala per una super Pizza con pomodoro fresco e bufala.

https://www.tripadvisor.it/Restaurant_Review-g187497-d1099421-Reviews-Fratelli_la_Bufala-Barcelona_Catalonia.html

Poi passeggiata in Plaza Catalunya e sulla Rambla, dove avevo un appuntamento con un’amica conosciuta 10 anni prima a rimini, pensate voi com’è strana la vita..

Passate diverse ore assieme alla mia amica me ne sono ritornato in ostello, stanco morto e con la sola voglia di una doccia e di dormire, ed invece mi scivono gli amici, vieni giù due minuti?? Erano le 22.30, quei 2 min sono diventate le 3 di notte, passando una serata fantastica, bevendo birra a piedi nudi in riva al mare, con una fantastica amica conosciuta la sera stessa in ostello, finalmente una ragazza italiana. L’ostello è cosi, tu vuoi andare a dormire ma ci sarà sempre qualcuno che ti farà cambiare idea.

Ritorno a casa

Si ritorna a casa, con il solito ritardo Ryanair, pronto per lavorare…nella mia pizzeria.

Che dire, un’esperienza incredibile, difficile spiegare le emozioni che ho provato a viaggiare da solo per la prima volta, senza aiuti, senza compagnia, cercando di conoscere meglio me stesso, mettendomi alla prova, parlando un’altra lingua, facendo nuove amicizie, facendo affidamento solo su di me e sulla voglia di vedere com’è fatto questo mondo. Non abbiate paura di nulla, partite da soli e non ve ne pentirete perchè il mondo non è il paesino dove viviamo e dove abbiamo tutti i confort, dove abbiamo le certezze di una vita che forse non vogliamo vedere quanto ci va stretta. A volte staccarsi da queste certezze è il primo passo verso la vera felicità.

Vi saluto per ora, ci sentiremo il 23 ottobre da Lisbona.

Ciaooooo

 

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